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L’ Azienda Agricola  Peverini  dona un sorriso, le istituzioni guardano altrove

di Luisa Novorio

Massa d'Albe – Giornate come queste andrebbero vissute da tutti, allontanando i falsi buonismi, per rendersi conto di quanto si ha nella propria quotidianità.

Alla Azienda Agricola Paolo Peverini sono giunti,  per trascorrere una intera giornata, gli ospiti della casa famiglia diurna di Tagliacozzo e la Peter Pan di Celano.

Mani timorose ma curiose  che si tendono verso i cavalli. Mani generose di carezze, gridolini che manifestano gioia quando riescono a montare in sella, grazie all’aiuto e al sostegno di Paolo Peverini , del suo staff e dei volontari della ASD Valle del Salto. Un giro di campo, equilibri precari di alcuni di quei corpi deformati dal male ma che, nonostante tutto, fanno trapelare, da uno sguardo non più perso nel vuoto, la gioia del momento. Alcuni sembrano provetti cavalieri, e allora si intuisce quanto davvero sia importante e costruttivo quel contatto con l’animale: la validità della pet-therapy.

Maria Antonietta Zaurrini, consigliere Politiche Sociali del Comune di Celano partecipe alla giornata organizzata, è sostenitrice degli incontri come quello organizzato  presso l’Azienda Agricola Peverini . “I ragazzi si divertono tantissimo tant’è che abbiamo richiesto  di aumentare le ore perché abbiano notato un notevole miglioramento nei  nostri giovani , è positivo anche  il rapporto con il cavallo. Una  parte delle spese della casa famiglia sono sostenute  dal Comune di Celano, ma va sottolineato che i ragazzi , con le operatrici,  fanno lavoretti extra come le bomboniere che rivendono e così si autofinanziano.” 

Questi ragazzi oggi mi stanno regalando una giornata incredibile”  commenta  Maurizio Di Marco Testa, consigliere del Comune di Tagliacozzo. “ E’ una iniziativa lodevole perché,  a contatto con loro, si misurano quali sono le problematiche e le realtà della nostra società per le quali bisognerebbe spendere la maggior parte delle energie. Energie che invece vanno disperse in azioni personalistiche, futili, esibizionistiche e non di sostanza.”

Sussiste ancora la spada di Damocle sulla preannunciata chiusura della casa famiglia di Tagliacozzo,  la speranza è che la Regione se ne faccia carico. Bisognerebbe non chiudere ma ampliare queste strutture perché il problema si estende ai genitori e ai parenti degli ospiti. Il dramma è chiedersi cosa faranno  questi ragazzi, dove andranno quando purtroppo rimarranno soli.

Il dott. Mario Peverini -Presidente AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani)Regione Abruzzo-  ha sottolineato quanto sia lodevole l’approccio di persone con varie disabilità in un tale situazione.  “E’ un modo per  essere inseriti  in un contesto sia sociale che familiare, diverso dalla propria quotidianità.  L’Abruzzo apre solo ora le porte a questo tipo di terapia, perché tale bisogna considerarla.  I tagli alla Sanità sono una grande piaga per la nostra Nazione. Servirebbe un’attenzione particolare a queste situazioni, in quanto sono reali e le famiglie vanno aiutate perché, a prescindere da quello che può essere il carico emotivo, è soprattutto un carico economico quello per questi pazienti. L’ aiuto fa parte di una struttura sociale e ogni Governo dovrebbe prendersene cura,  con un pochino più di attenzione.”

Una giornata particolarmente intensa questa organizzata da Paolo Peverini .

È un momento di  grande soddisfazione per  la partecipazione dei ragazzi.” Afferma  il titolare della Azienda Agricola “Vivere la loro serenità e vedere che fanno, qui in azienda,  queste attività con il sorriso è qualcosa di impagabile. Sono innumerevoli i benefici  di cui usufruiscono gli ospiti delle case famiglia. Credo che non se ne capisca ancora la validità e questo tipo di attività dovrebbe avere una cadenza fissa e non farla diventare come una gita una volta l’anno. Auspicabile sarebbe riuscire a sensibilizzare, invitandole a presenziare,  le  persone di riferimento delle varie istituzioni, affinché possano constatare e verificare la vivacità e la gioia dei ragazzi,  e destinare  quindi dei fondi per permettere di effettuare questo tipo di attività con appuntamenti più frequenti.  Stiamo sviluppando dei progetti di recupero  per la tossicodipendenza , con il tribunale per i minori  e le case circondariali, per un discorso di sensibilizzazione e di integrazione globale, che un pochino è quello che rappresenta  l’agricoltura sociale: integrarsi senza distinzioni di problematiche siano esse  fisiche mentali  o altro. Nessuno ha ancora risposto all’invito.” 

L’interventi sono generalmente pagati dalle famiglie ma le famiglie oggi, si sa, vivono una crisi economica tale che oltre la sporadica gita, anche se i costi sono irrisori,  di più non possono. Ci vorrebbero incontri più serrati, con la collaborazione dei Comuni e delle Istituzioni, del sociale.

Nessuno più di un genitore può percepire e riferire quanti e quali  i benefici   che i propri figli traggono da giornate come quella appena vissuta. A raccontarlo è un papà: Domenico de Sanctis “Per questi ragazzi il contatto con gli animali e con la natura è con un altro mondo.  E’ una variazione su quella che è la loro quotidianità agli interni degli istituti, delle strutture che per quanto idonee e confacenti , non posso offrire una medesima  situazione. Un riscontro positivo  è la condivisione con gli altri ragazzi. Loro sono meravigliosi perché percepiscono cose che noi non vediamo in quanto presi da tutt’altro. Come genitore di un disabile grave, e mi pongo il problema di quello che accadrà quando io non ci sarò più. Toccherà allo Stato prendersene cura ed  essere presente. Elargire un finanziamento finalizzato per  un determinato periodo è relativo, questi ragazzi hanno la vita davanti  e la vita deve essere loro assicurata, non anno per anno,  semestre per semestre o peggio legislatura per legislatura.”

Sig. De Sanctis cosa si aspetta per il futuro della sua piccola Dorotea? ”Noi viviamo alla giornata, si naviga a vista…non lo so, è dura, è dura quotidianamente . Per il futuro? spero nella sensibilità dello Stato.

E’ più dura la quotidianità o pensare al domani?Vanno di pari passo. E’ certo che nella quotidianità trovo le risorse. Uno s’ingegna e trova. Ma è l’oggi! ma domani, dopodomani, il dopo di noi ?chi si arrabatterà nel quotidiano pensando a questi ragazzi?

Domenica Di Salvatore -presidente ANFASS di Avezzano-  delusa, amareggiata ha dichiarato: “Il problema sono le istituzioni. Noi dovremmo avere di più . Qui serve la vera inclusione sociale. Il centro di Tagliacozzo sta cercando in tutti i modi, con la Legge 112/2016, di mandare avanti il  ”Dopodinoi”.  Le famiglie si sono accollate le spese di 1200,00 euro mensili, e personalmente mi sono rifiutata di andare avanti e metterli di più sotto pressione , non ce la fanno, i ragazzi prendono una pensione di  800euro. Già 2 anni fa  ho minacciato di chiudere perché non  sapevo come poter andare avanti; poi c’è stata l’assemblea dei sindaci  e siamo riusciti ad ottenere altri 60mila euro che, mi creda, non sono assolutamente tanti. Chi c’ha rimesso è l’ ANFASS, associazione non a scopo di lucro, abbiamo prelevato dal  5x1000 l’importo  che poteva essere destinato ad altri centri, è necessario ricordare che ne abbiamo altri quattro  aperti e un “Dopo di noi”, gestiamo inoltre la scolastica e la domiciliare . Abbiamo tolto questi soldi per non perdere la priorità nel momento in cui partirà la Legge. Risposte dalla Regione? Siamo ancora in attesa da due anni di tanti soldi per il progetto R.A.D.A.R., oltre 150mila euro, un’attesa che dipende anche dal Ministero. Nel frattempo abbiamo richiesto un prestito in banca perché dovevamo pagare gli operatori.    Se alla fine di agosto non ho alternative,  non potrò più andare avanti .”

Il progetto R.A.D.A.R., (Rete Abruzzese per il Dopo di Noi e l’Autonomia Residenziale),  è un progetto sperimentale che attiva un numero di  8 posti per progetti di residenzialità programmata,  della durata di un anno, a  favore dei disabili.

Se il Comune di Tagliacozzo mantenesse fede all’ impegno di erogare i 4 mila euro, così come l’ex sindaco Maurizio Di Marco Testa,  nel passaggio con la nuova amministrazione,  aveva determinato d’intesa con l'attuale Primo Cittadino  Vincenzo Giovagnorio, uno slittamento sulla chiusura del centro si potrebbe avere,  in attesa di un miracolo istituzionale”.

Tanta burocrazia, tanta indifferenza, istituzioni  invisibili, istituzioni indifferenti.

Resta un sapore amaro di consapevolezza ,  però il cuore e gli occhi  sono pieni della gioia di quei giovani che,  ignari  del proprio domani , si affidano oggi all’amore di chi li circonda.

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