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CELANO. “RIVOLUZIONE URBANISTICA” EPOCALE APPROVATA D’URGENZA DALLA MAGGIORANZA SENZA IL CONFRONTO PUBBLICO E CON ATTI DI DUBBIA LEGITTIMITA’

Sicuramente Celano necessita di una “rivoluzione urbanistica”, e non solo del centro storico, vista l’assenza di interventi strutturali negli ultimi dieci anni!

Ma una rivoluzione di rilevante portata, come quella proposta dal Cons. Piccone, dovrebbe essere il risultato di una approfondita discussione che coinvolga, in modo serio e concreto, la collettività celanese, a partire dall’intero Consiglio Comunale.

A Celano, invece, abbiamo assistito alla presentazione, in pompa magna, durante il periodo estivo (21 agosto), di mere “immagini” riguardanti la nuova “idea” di alcune zone del centro cittadino, da parte di un Architetto milanese, con la promessa, da parte della maggioranza, che il futuro assetto sarebbe stato il frutto di un proficuo confronto con la città. Al contrario, il Consiglio Comunale si è ritrovato a dover deliberare, nel giro di poche ore, in relazione a progetti, che potrebbero cambiare completamente il volto della Città e che sono stati predisposti in tutta fretta e senza coinvolgere chicchessia, con la “giustificazione” dell’urgenza di deliberare per poter accedere a contributi per la sola progettazione la cui richiesta era di imminente scadenza. La maggioranza, sulla scorta della sola “relazione” del Cons. Piccone ha approvato, come ovvio, i 3 interventi proposti: 1) l’allargamento di Corso Umberto e di Piazza Regina Margherita, con demolizione di un immobile e dell’ufficio postale; 2) la realizzazione di una variante stradale che dovrebbe collegare la Tiburtina con Ovindoli, attraversando decine e decine di terreni privati, il tutto per alleggerire il traffico in transito su Piazza IV novembre! 3) l’esproprio di diversi immobili privati siti nel centro storico, non ben identificati, per il loro riuso ad altri fini.

Con l’approvazione di questi progetti, la maggioranza in Consiglio Comunale, peraltro nonostante l’assenza giustificata del Sindaco Santilli, non ha dato il via ad una rivoluzione urbanistica, ma ha, di fatto, vincolato aree e proprietà private per realizzare interventi concepiti in poche ore, non condividendoli con la città, come promesso, e, soprattutto, senza informare preventivamente, come prevede la legge, i proprietari degli immobili espropriati interessati dalle opere.

L’unico risultato certo di questa “urgente” azione della maggioranza, è stato quindi: l’adozione di 3 varianti urbanistiche al piano regolatore e l’avvio di 3 procedimenti di esproprio!

Riteniamo che una “rivoluzione urbanistica” non si possa concepire in maniera sbrigativa, motivandola con la necessità di accedere ad incerti contributi (previsti solo per la progettazione e non per le opere), ancor più quando, come nel nostro caso, le opere approvate non rientrano tra quelle finanziabili e, quindi, non era giustificata l’urgenza!

La maggioranza non si è limitata solo a questo: ha inserito nel programma triennale per le opere pubbliche, peraltro in modo illegittimo, anche i progetti relativi al palazzo comunale, all’edifico Don Minozzi, all’edifico scolastico di Piazza Aia ed al parcheggio interrato in Piazza IV Novembre.

In pratica è stato già tutto deciso, sia formalmente, con gli atti adottati dal Consiglio, sia tecnicamente con i progetti redatti dagli uffici comunali!

Come già ribadito negli ultimi due consigli comunali, questo modo di assumere decisioni, senza discussioni, confronti e approfondimenti con l’opposizione e l’intera città, è inaccettabile.

Rinnoviamo l’invito alla maggioranza affinchè, quanto meno per interventi strategici, le scelte e le priorità che riguardano le esigenze dell’intera città vengano condivise, fin dall’inizio, anche con l’opposizione al fine di consentirci di dare un fattivo contributo per la realizzazione degli interventi necessari.

Per evitare che le decisioni adottate martedì scorso dalla maggioranza possano rendere “inutili” gli annunciati “passaggi e discussioni con la cittadinanza, i tecnici, le varie compagini politiche”, auspichiamo un ripensamento sulle decisioni assunte, in quanto tutto si potrà realizzare con i proventi del fotovoltaico, senza correre dietro a contributi marginali previsti per le spese di progettazione (e non per le opere) e senza ricorrere ad ulteriore indebitamento (mutui) del Comune!

  IL GRUPPO DI MINORANZA “CELANO CITTA’ VIVA”

Evelina Torrelli e Marianna Cantelmi