Politica

paolucci 230714 serv 09Il bilancio della Regione Abruzzo approvato in nottata costituisce il primo documento di programmazione predisposto con i nuovi schemi di bilancio previsti dal D. Lgs. 118/2011 e successive modificazioni.

Si tratta della cosiddetta norma riguardante l’armonizzazione dei sistemi contabili pubblici con la quale il legislatore, in attuazione della legge n. 42 del 2009 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione), così come modificata dalla legge n. 196 del 2009 (Contabilità e finanza pubblica), prevede che il sistema contabile garantisca informazioni omogenee e validamente confrontabili tra tutti i diversi livelli di governo territoriale.

Non si tratta di un passaggio indolore: come ogni strappo con il passato la nuova contabilità comporterà le ridefinizione di vari aspetti, principi e modus operandi per tanti anni considerati immodificabili, rimettendo in gioco anche concetti consolidati. Si evidenzia l’esigenza di tutti, parte politica ed amministrativa, di modificare i propri comportamenti gestionali ed avviare un percorso di revisione delle modalità di rappresentazione dei fatti aziendali basato sui “principi contabili” definiti dal nuovo sistema contabile.

Passando ad analizzare il bilancio si vuole evidenziare come la manovra nel suo complesso sia stata orientata prioritariamente a dare attuazione alle richieste della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti cercando di garantire, in attesa della definizione del riaccertamento straordinario dei residui e della approvazione del rendiconto 2013, 2014 e poi 2015 un adeguato stanziamento nella voce disavanzo in linea con quanto previsto dal piano di rientro approvato con deliberazione di Giunta ed in corso di valutazione da parte dei revisori del Conto.

In quest’ottica è da leggere l’accantonamento previsto in questo bilancio riportato nel disavanzo d’amministrazione, quantificato in euro 69.410.000,00 comprensivo della quota annuale relativa al piano di rientro di cui all’articolo 9 del D.L.78/2015 ( pari a 61,3 milioni) della quota annuale del rimborso finanziamento liquidita ai sensi del Dl 35/2012 ( circa 5 milioni di euro) e della quota annuale del Fondo Crediti di dubbia esigibilità ( circa 2,5 milioni) calcolato in applicazione del d. Lg. 118/2011 e dei principi contabili in attesa di una quantificazione definitiva che potrà essere effettuata solo al termine del riaccertamento straordinario dei residui.

E’ importante segnalare, comunque che al termine del riaccertamento straordinario dei residui il valore potrebbe subire solo una riduzione a seguito dell’eliminazione di alcuni residui attivi.

In totale, quindi, 77,5 milioni di euro del bilancio sono posti a presidio e tutela degli equilibri di bilancio.

Si tratta di una previsione di non poco conto se consideriamo il bilancio non nel suo complesso ma esclusivamente nella sua quota disponibile.

Se , infatti proviamo a disaggregare le voci del bilancio in una lettura più organica e meno tecnica, dovremmo evidenziare che esso quantunque preveda un totale generale entrate /spese di 7 miliardi e 977 milioni presenta alcune tipologie di voci fortemente vincolate che limitano ogni discrezionalità tecnica oltre che politica.

Mi riferisco ,

  • alle partite di giro quantificate in 1.797.785.500,00

  • nella previsione di una anticipazione di cassa nella misura di 1 miliardo ( prevedendo solo a titolo precauzionale un rinnovo di cinque volte il limite massimo previsto dal D. Lgs. 118/2011)

  • la reiscrizione di economie vincolate e di risorse vincolate regionali per 1 miliardo e 400 milioni

  • la reiscrizione per 170 milioni del fondo liquidità di cui al D.L. 35/2012 in attuazione di quanto previsto dal Decreto salva regioni.

Già escludendo queste due voci il bilancio regionale diminuisce a 3,6 miliardi.

A detta voce occorre poi sottrarre

  • la spesa relativa al cosiddetto “perimetro sanitario” quantificato in 2 miliari e 679 milioni

  • le somme relative

    • al PAR FAS per 76 milioni di euro

    • ai fondi comunitari relativi alla nuova programmazione 2014/2020 per euro 37 milioni

    • ai fondi del programma comunitario IPA Adriatic per ulteriori 107 milioni di euro

    • al fondo nazionale per le politiche sociali di euro 7 milioni

    • al fondo nazionale dei trasporti per circa 135 milioni

    • agli ulteriori fondi vincolati statali e regionali per un importo complessivo di circa 117 milioni di euro

Alla luce delle ulteriori riduzioni inserite l’importo residuo ammonta a circa 365 milioni di euro.

Volendo ulteriormente approfondire la parte del bilancio cosiddetta “libera” possiamo evidenziare:

  • una spesa rigida costituita da spesa di personale ( nelle sue varie componenti tabellare, oneri e spese connesse) e spesa per rimborso prestiti ( diretti ma anche indiretti quale rimborso ai comuni ed altri enti ) di 250 milioni di euro

    • Devo segnalare che la previsione del personale prevede già una somma complessiva di circa 9,5 milioni per la copertura degli oneri di personale provenienti dalle Province.

  • una spesa di 24 milioni di euro per il finanziamento della spesa del consiglio

  • una spesa di 10 milioni di euro per ARIT, ARSA, ARTA consorzi di bonifica e comunità montane

  • una spesa di circa 3,2 milioni per i contenzioso in essere

  • una spesa di funzionamento di circa 30 milioni a cui aggiungere trasferimenti e spese fisse per ulteriori 17 milioni ( tasse automobilistiche, piano di rientro sanitario, vaccinazioni, quote associative varie)

  • compensazioni stato regioni per 7 milioni

La restante somma costituisce oggetto di scelta politica ed è stata destinata:

  • 43 milioni di euro quale integrazione regionale del fondo trasporti nazionale

  • 23 milioni di euro a favore del sociale

  • 1 milione per il FURC

Si tratta di un bilancio che lascia scarsi margini di manovra e che dovrà necessariamente subire una rivisitazione in occasione dell’assestamento generale di fine luglio.

A quella data è intendimento dell’amministrazione (nel rispetto di una road map in corso di definizione di in questi giorni) procedere a:

  1. Riallineamento del ciclo di bilancio ai termini imposti dal D. Lgs. 118/2011;

  2. Conclusione delle attività di riaccertamento straordinario dei residui;

  3. Recupero del disavanzo tecnico risultante dal riaccertamento

  4. Attuazione delle nuove disposizioni previste da D. Lgs. 118/2011 attraverso le modifiche alla legge di contabilità e con la predisposizione dei regolamenti attuativi

  5. Avvio di un sistema di contabilità economico patrimoniale

  6. Applicazione del bilancio consolidato.

Silvio Paolucci, assessore al Bilancio della Regione Abruzzo

d alfonso

DALLA GIUNTA REGIONALE FONDI PER L’ISTITUTO NAZIONALE TOSTIANO

E L’ASSOCIAZIONE FEDELE FENAROLI DI LANCIANO

La Giunta regionale ha deciso con delibera adottata al primo punto della seduta odierna di attivare un procedimento tipico per assegnare uno stanziamento - in parte di derivazione privata - di 15mila euro all’Istituto nazionale tostiano di Ortona e di 20mila euro all’associazione Fedele Fenaroli di Lanciano per l’anno 2016. Lo scorso 21 dicembre – con delibera n. 1072 – erano già stati assegnati rispettivamente 10mila e 20mila euro a valere sull’annualità in corso.

La motivazione di questo ulteriore finanziamento poggia su un duplice ordine di motivi. Per quanto riguarda l’Istituto nazionale tostiano, nel provvedimento è spiegato che i contributi sono tesi a “valorizzare le iniziative volte alla celebrazione della ricorrenza del centenario della morte del grande compositore abruzzese Francesco Paolo Tosti, riconoscendo all’Istituto nazionale tostiano il ruolo propulsivo di promozione e comunicazione della grande produzione musicale dell’artista”. In merito all’associazione Fedele Fenaroli, la Giunta “riconosce l’alto valore progettuale dei corsi musicali estivi dell’Associazione, da sempre frequentati da musicisti di ogni parte del mondo, i quali si giovano della qualità degli aggiornamenti musicali e professionali”.

sulmona tribunale 231213 rep 03NOTA RANIERI SU EMENDAMENTO DEF

“Nonostante ci fosse stata ampia condivisione per l’emendamento al DEF “salva tribunali” da noi presentato, la maggioranza ha preferito recepirlo solo in parte,  eliminando la messa a disposizione di risorse finanziarie e sostituendola con un generico rinvio ad una futura valutazione” Questo il commento del consigliere regionale Gianluca Ranieri dopo l’approvazione del Documento Economico Finanziario della Regione Abruzzo nella notte tra il 29 ed il 30 dicembre, nel quale il Movimento 5 stelle è riuscito a far introdurre il tema dei tribunali soppressi, che non era stato preso in considerazione.

“Dispiace prendere atto che anche quando una battaglia viene condivisa, perché di semplice buon senso e necessaria per il bene comune, prevalgano sempre le logiche di partito e l’interesse politico che non coincide mai con quello dei cittadini”. Sembrerebbe giusto quindi chiedersi perché chi si è espresso per la salvaguardia dei tribunali, visto che l’emendamento era stato condiviso e controfirmato da  11 consiglieri in gran parte di maggioranza, si sia poi tirato indietro nel momento in cui sarebbe stato necessario prendere posizione. Probabilmente una marcia indietro dettata da altre motivazione che prescindono il bene effettivo degli abruzzesi che non abitano nei capoluoghi di regione.

Con l’inserimento della previsione di un impegno finanziario da parte della regione, avremmo dato seguito alla D.G.R. 600/2015 che ad oggi è lettera morta (e sono passati quasi 6 mesi), ponendo basi concrete per garantire quel diritto di equo accesso alla giustizia di cui tutti sanno riempirsi la bocca, ma che nei fatti sarà compresso dalla soppressione dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. “In ogni caso”, conclude Ranieri, “noi continueremo a vigilare e ad operare perché la Regione faccia quanto necessario per porre in essere misure efficaci che vadano oltre le mere dichiarazioni di principio”. 

abruzzo provincie

  La conferenza stampa per tracciare il bilancio di fine anno della Giunta regionale è convocata alle ore 11:30 di domani, giovedì 31 dicembre, nella sala Blu della sede di Pescara della Regione Abruzzo in viale Bovio n. 425.

Vi prenderanno parte il Presidente Luciano D'Alfonso e gli assessori.

 

l aquila palazzo consiglio regionale 291112 rep 04

CONSIGLIO REGIONALE, FEBBO: GRAVISSIMO IL COMPORTAMENTO DEL PRESIDENTE D’ALFONSO

L’AQUILA 29/12/2015 - “Abbiamo dichiarato e ribadito a più riprese l’inconsistenza dei documenti programmatici oggi in discussione in Consiglio regionale, di come questa maggioranza sia omertosa e nasconda carte e reali intenzioni sui programmi ma siamo qui in Aula a fare la nostra opposizione, decisa, determinata ma sempre con l’intento di essere costruttivi e ridurre i danni causati agli abruzzesi”.

E’ quanto dichiara il Presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo commentando quanto accaduto all’Emiciclo quando ad inizio della seduta si è registrata l’occupazione dei Consiglieri 5 Stelle.

“Non condivido questo modo di fare opposizione ad uso e consumo delle telecamere – prosegue Febbo - per poi non rimanere in Aula a fare il proprio lavoro ma al tempo stesso è assolutamente da stigmatizzare il comportamento grave tenuto dal Presidente dalla Giunta D’Alfonso che di fronte a una protesta pacifica e condivisibile non può e non deve tenere comportamenti inaccettabili e incompatibili con l’alto ruolo che ricopre. Ci aspetteremmo da lui, massimo esponente di una maggioranza di centrosinistra, un atteggiamento più democratico e disponibile al dialogo. Ma dobbiamo registrare ancora una volta che chi governa la Regione vuole proseguire sulla strada intrapresa in questi 2 anni considerando l’ente come casa propria dove agire secondo le proprie personalissime regole venendo meno ai principi di trasparenza e democrazia”. 

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