Politica

avezzano municipio

Dopo le dimissioni del sindaco De Angelis, rassegnate mercoledì scorso, causa la perdita della sua maggioranza, a seguito della sentenza del consiglio di stato (dopo circa 8 mesi di una maggioranza consiliare abusiva), iniziano i “famosi” 20 giorni con cui il sindaco o conferma le dimissioni, o le ritira. Se le dovesse confermare, tutti a casa (e sarebbe la soluzione migliore, visti gli “attori in campo”); se le dovesse ritirare, ci dovrà essere un accordo per formare una maggioranza con la coalizione Di Pangrazio, il che, considerati i personaggi e con il clima che si è venuto a creare (veti incrociati, ripicche personali e interessi politici di personaggi esterni all'amministrazione comunale, che “gironzolano” intorno al palazzo di città), appare molto difficile. E questo è un compito, prima di tutto, del primo cittadino, che dovrebbe anche mettere da parte, in primis il suo ego e, secondo, dovrebbe lavorare per gli interessi esclusivi della città, con suddivisioni delle responsabilità. E' difficile, anche perché, qualche consigliere, tra l'altro, durante le elezioni amministrative del 2017, aveva usato slogan tipo: “Senza padroni, ne' padrini”, ma che oggi rivendica, dopo aver fatto il famoso “salto della quaglia”, senza averne alcun titolo, successi dovuti esclusivamente ai simboli nazionali che hanno avuto più seguito alle ultime politiche, pretendendo poltrone, come premio non si sa di che cosa. E questo, insieme ad altre pretese di singoli consiglieri, appare per De Angelis, un'impresa difficile. Infatti, il sindaco dimissionario, ha più volte asserito: “con questi mai un accordo, meglio il commissario, farebbe meno danni”, mentre nella conferenza stampa del 7 marzo ha detto: “sarebbe un male per la città la venuta del commissario ad acta”. Insomma, una contraddizione dopo l'altra...

de angelis conferenza stampa

COMUNICATO STAMPA

Un bagno di umiltà non farebbe male a nessuno. Nella conferenza stampa del 20 febbraio a poche ore della pubblicazione della sentenza nr. 1067/2018 “riparatoria” della terza sezione Consiglio di Stato – prevista e prevedibile –, l’attuale Sindaco dimissionario, sventolando il suo “vangelo” e guardando la sua “Stella Polare”, aveva testualmente ad asserire: “con questi mai un accordo… meglio il Commissario, farebbe meno danni” – sic –. Nell’ulteriore conferenza stampa del 7 marzo, concretizzando finalmente le tanto paventate dimissioni, torna sui suoi passi ed apre le consultazioni, asserisce che “sarebbe un male per la Città la venuta del Commissario ad acta” e tenta mestamente un dialogo con chi aveva disprezzato prima, ignorato volutamente per sette (7) mesi e diciannove (19) giorni, nell’attesa di una sentenza, scontata nel suo esito, che ha ristabilito non solo la legalità, ma anche e soprattutto il rispetto della volontà popolare. Continua nell’affermare che non vorrà incontrare alcun consigliere e/o gruppo politico in bar, locande e cantine (incontri mai proposti da alcuno), ma che i suoi incontri dovranno avvenire nella sede istituzionale, (dove peraltro non è più parte attiva -viste le sue dimissioni-), ed alla presenza di un dirigente Comunale e dell’attuale Presidente del Consiglio. Presidente, quest’ultimo, eletto dall’ “altra amministrazione” composta da “altri” Consiglieri, illegittimamente nominati dalla Commissione Centrale Elettorale, il tutto lasciando decorrere la data del 24 febbraio, termine ultimo ed utile per potersi dimettere e consentire il voto nel giugno p.v., invece di attendere un anno di commissariamento nel caso in cui le consultazioni abbiano un esito negativo. Il tutto senza nulla voler dire (ma ricordandolo) circa le spese legali sostenute per la non necessaria costituzione del Comune di Avezzano pari ad € 40.000,00 accollate – per il momento - al cittadino - in attesa che l’autorità chiamata a disquisire su ciò decida se quelle spesa sia giusta e doverosa e ancor più specificatamente da chi debba essere sostenuto o rimborsata. Forse il Signor Sindaco dimentica che la stella polare è sempre lì, che di “Vangelo” ne conosciamo uno solo e religioso, e che per le vicende politiche di cui si parla, ci si confronta esclusivamente sui programmi condivisi, proposti dagli schieramenti politici e non imposti da alcuno. Forse, ci si dimentica di questi basilari e semplici passaggi del vivere civile, sale della democrazia, senza i quali è ardua la strada da percorrere per la crescita e il benessere della nostra comunità.
I Consiglieri Comunali del PD della Città di Avezzano Domenico Di Berardino Roberto Verdecchia

 

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quagliariello gaetano due

ABRUZZO: QUAGLIARIELLO, D’ALFONSO? PIU’ CHE MORTATI CI VORREBBE FLAIANO…

“La disquisizione giuridica circa il momento nel quale scatterebbe per Luciano D’Alfonso il dies a quo rispetto al quale far decorrere la sua incompatibilità è estremamente interessante, in termini di diritto pubblico addirittura appassionante. Ma può mai essere questo il terreno sul quale la questione deve essere affrontata?”. Lo dichiara Gaetano Quagliariello, senatore del centrodestra eletto nel collegio uninominale L’Aquila-Teramo. “D’Alfonso – osserva Quagliariello - ha scelto di diventare senatore anziché onorare fino in fondo il suo mandato di presidente della Regione. E’ dunque surreale che pensi di poter esercitare fino all’ultimo scampolo di potere aggrappandosi alle dispute dottrinarie su proclamazione, convalida, immissione nella funzione di senatore, acquisizione della carica. Al di là della discutibile fondatezza delle sue tesi, tale intendimento risulta politicamente patetico e istituzionalmente irrispettoso. Più che scomodare il padre costituente Costantino Mortati, come fa D’Alfonso – conclude Quagliariello -, è il caso di evocare Ennio Flaiano: la situazione è grave ma non è seria…”.

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Dopo che la giunta è stata sciolta la scorsa settimana, il sindaco di Avezzano, De Angelis, questa mattina presto ha portato in comune il documento con il quale ha rassegnato le dimissioni da primo cittadino del Capoluogo della Marsica. La maggioranza, di fatto, è un'altra.

Se in molti invocano, in questi giorni, il "senso di responsabilità per Avezzano", come ha ribadito De Angelis nel corso della conferenza stampa di stamattina, nell'aula consiliare, è evidente che l'idea di fondo, è quella, per De Angelis, di rimanere. Infatti, ha detto che "Il Comune di Avezzano è l’elemento di spinta fondamentale dell’economia marsicana e lasciarlo in mano a un commissario potrebbe essere un passaggio di grande irresponsabilità. Io non potevo non rassegnare le dimissioni", ha aggiunto, "ma rimaniamo disponibili nei confronti di chi con alto senso di responsabilità e un modello di approccio e di profilo più elevato si renda disponibile a dialogare"; quindi il sindaco è aperto ad un dialogo che potrebbe intavolare nei prossimi 20 giorni con chi, eventualmente, potrebbe fare delle proposte per una governabilità che di fatto non esiste più. "Avezzano ha bisogno di essere governata", ha detto ancora; certo, ma il modello di governo potrebbe essere cucito su quello di un sindaco propositivo e non quello di un primo cittadino che riporta come sue le idee di una precedente amministrazione, come in questo caso e come nel caso di questa mattina quando, tanto per fare l'ennesimo "show" demagogico, è stato "svelato" il progetto di piazza del mercato, avanzato e dal grafico telematico godibile, si, ma partorito e deliberato dalla scorsa amministrazione... Tanto per far capire ai presenti che, a capo dei prossimi 20 giorni, De Angelis potrebbe avere voglia di ritirare le dimissioni.

de angelis gabriele 3

Che le conferenze stampa non fossero il suo forte, lo si sapeva da tempo; e che più si mette in mostra più i cittadini si rimangiano il voto espresso al ballottaggio è ormai chiaro (ricordiamo che la coalizione De Angelis -sopra, nell'immagine di "Telesirio"-, aveva straperso al primo turno e solo una cervellotica decisione del presidente del tribunale, Forgillo, ha protratto l'agonia di questa amministrazione e su cui il Tar e il Consiglio hanno messo una grossa pezza). Ancora una volta, il primo cittadino ha mostrato tutta la sua arroganza e di essere inadatto e inadeguato a ricoprire un ruolo così delicato, abituato com'è alle sviolinate di qualche "giornaletto" autoreferenziale (e ce ne sono tanti, sempre meno seguiti anche a causa dell'evidente asservimento alle volontà di De Angelis, che considera il palazzo comunale come una subagenzia). Inoltre, il sindaco di Avezzano continua a seguire i consigli dell'aquilano Piero Carducci (che pure deve "svernare", ancora una volta, dopo che per quattro anni è stato pagato con soldi pubblici dall'amministrazione Di Pangrazio, senza lasciare traccia del suo operato), e sarebbe ora che la magistratura ci mettesse il naso per valutare eventuali irregolarità correlate alla sua presenza stabile all'interno della sede municipale, senza avere alcun titolo e anche dei vari personaggi esterni (alcuni del centrosinistra) che hanno sostenuto la sua elezione e che la sentenza del Consiglio di Stato ha decimato. Lei, sindaco, si contraddice sempre, e da molto tempo ha iniziato il "mercato delle vacche" anche con sensali e personaggi vari (checché ne dica Lei), per restare sullo scranno; ma i cittadini hanno cominciato a conoscerla. Inoltre, per le prossime conferenze stampa che farà (è meglio che non le faccia), manderemo un nostro giornalista con il nome e la scritta della testata che rappresenta, così Lei si  "ricorderà"... Finalmente(!!!!!!) di Telesirio che da  40 anni  è la televisione più seguita nella provincia e una delle primissime in Abruzzo. Punto.

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