Cronaca

celano castello rep 09

Un'insegnante residente a Borgo Strada 14, frazione di Celano, ha accusato un malore nella sua abitazione. Non vedendola sopraggiungere sul luogo di lavoro, il dirigente scolastico della scuola dove la signora insegna, ha avvisato i vigili del fuoco della stazione di Avezzano, che questa mattina si sono recati immediatamente, poco dopo le 10,00, a casa della donna. Dopo essere stata trasportata all'ospedale di Avezzano, la docente celanese è stata trasferita al "San Salvatore" dell'Aquila.

99 cannelle

Questa mattina presto, quando i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia dell’Aquila hanno tratto in arresto in flagranza di reato, per furto aggravato in concorso, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di arma bianca, i cittadini rumeni C.C., 22 anni, residente all’Aquila, e G. C. 31 anni, residente a Lucoli, con alle spalle precedenti di polizia specifici, dopo che avevano tentato di svaligiare il bar-pizzeria “Pesta e Corna” di via Amiternum.

Erano circa le 3 di notte quando entrambi i rumeni venivano sottoposti dai militari della pattuglia radiomobile a controllo.

Entrambi gli arrestati si trovavano sotto l’effetto di sostanze alcoliche: per questo è stata ritirata la patente del conducente dell’Alfa 156, risultato essere positivo all’accertamento etilometrico.

Dopo l'arresto, ai due rumeni è stata veniva comminata la misura cautelare della custodia in carcere ed entrambi sono stati tradotti in quello dell’Aquila. Risponderanno di furto aggravato in concorso, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di arma.  

forestale 11032016

A SULMONA OPERAZIONE CONGIUNTA, DI FINANZIERI E FORESTALI, HA PORTATO AL SEQUESTRO DI UNA DISCARICA ABUSIVA CON RIFIUTI INTERRATI.

PREZZA: Nel corso di un servizio orientato alla tutela del patrimonio ambientale, la Compagnia della Guardia di Finanza di Sulmona, il Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Sulmona ed il Nipaf del Comando Provinciale di L’Aquila, hanno sottoposto a sequestro, in Prezza (AQ), un’area di proprietà privata di circa 3000 metri quadri, ove erano stati depositati ed interrati rifiuti pericolosi e non pericolosi, perché a grave rischio d’inquinamento ambientale attesa la vicinanza dell'acquedotto in uso al Comune di Pratola Peligna.

Durante l’attività di polizia giudiziaria sono stati rinvenuti abbandonati, in modo incontrollato, resti di autovetture, rifiuti di amianto, recipienti contenenti solventi e altre tipologie di rifiuti e presunti rifiuti ospedalieri.

Grazie all’utilizzo del geomagnetometro gestito dal personale CFS in servizio presso il Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Ambientale e Forestale (NICAF) - Laboratorio Mobile Unità di indagine e di repertazione scientifica - e alla preziosa collaborazione fornita dal personale dell’I.N.G.V., sono stati eseguiti puntuali sondaggi geologici nel terreno tali da far rinvenire circa 15.000 metri cubi di rifiuti di vario tipo, pericolosi e non, interrati ad una profondità di circa due metri, senza alcun criterio, costituiti da rifiuti dell’edilizia, rifiuti plastici e ferrosi, accumulatori di piombo e fusti contenenti liquido oleoso nero.

La compromissione dell’habitat naturale e le conseguenze del mancato rispetto per l’ambiente hanno determinato l’intervento del Corpo Forestale dello Stato e della Guardia di Finanza interrompendo, così, condotte illecite, fonte di rischi per l’ambiente e per l’incolumità umana. Sono in corso ulteriori accertamenti tesi all’emersione di ulteriori responsabilità.

L’area in argomento è stata posta sotto sequestro penale, sono state acquisite immagini e sono state disposte perizie tecniche sui rifiuti tramite personale dell’Arta Abruzzo.Tutto il materiale raccolto fa parte di in fascicolo che la polizia giudiziaria invierà all’Autorità Giudiziaria e sono stati denunziati n. 3 soggetti per reati ambientali (attività di gestione di rifiuti non autorizzata e getto pericoloso di cose).

Sull’area in argomento, secondo notizie apparse nel tempo su diversi organi di informazione, era in procinto la realizzazione di un centro per l’accoglienza di profughi.

finanza 02 controlli fiscali 3m13s rep 04

GUARDIA DI FINANZA L’AQUILA: TRUFFA AI DANNI DELLO STATO. SEQUESTRATI 600.000 EURO NEI CONFRONTI DI UN IMPRENDITORE E UN PROFESSIONISTA.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno appena eseguito un decreto di sequestro di beni immobili e disponibilità finanziarie per un valore di circa 600.000 euro emesso dalla locale A.G. nei confronti dei responsabili di tre società aquilane percettrici di ingenti finanziamenti nazionali e comunitari stanziati a favore delle imprese danneggiate dagli eventi sismici del 2009.

Le misure cautelari appena eseguite giungono al termine di complesse indagini che la Procura della Repubblica aquilana ha delegato al locale Nucleo di Polizia Tributaria volte a far luce sull’esatta destinazione dei contributi riconosciuti alle dette imprese dalla Regione Abruzzo (a valere sul bando POS-FESR Abruzzo 2007-2013 destinato agli interventi di riattivazione dell’attività produttiva delle imprese) e dai Comuni di L’Aquila e Fossa (a valere sull’OPCM 3789 del 2009) a titolo di indennizzo/contributo per:

  • le conseguenze economiche sfavorevoli all’attività produttiva causate dagli eventi sismici;

  • la ricostruzione, la riparazione ed il ripristino dei beni mobili registrati, delle materie prime e dei prodotti finiti distrutti o danneggiati a seguito del terremoto.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria procedevano pertanto ad accertare la congruità ed effettività dei danni subiti a seguito degli eventi tellurici che hanno colpito il capoluogo abruzzese così come denunciati dai responsabili delle società percettrici, tutte operanti nel settore della tecnologia informatica e dell’elettronica in generale.

Tali accertamenti facevano emergere numerosi e gravi illeciti consistenti in artifici e raggiri commessi dagli indagati che, avvalendosi di perizie “confezionate” ad hoc da un perito all’uopo incaricato (consorte di uno degli indagati), istruivano le domande di indennizzo/contributo dichiarando fatti non rispondenti al vero, allegando perizie giurate e materiale fotografico non attestanti la reale consistenza dei redditi e dei beni aziendali all’epoca del sisma né il reale stato dei locali e dei beni a seguito del terremoto. Ciò consentiva agli indagati di percepire indebitamente contributi ed indennizzi per un importo complessivo pari ad € 600.000 circa.

Più in particolare i complessi accertamenti sviluppati dai finanzieri permettevano di appurare che:

  • uno degli immobili destinati all’attività d’impresa, asseritamente gravemente sinistrato a seguito del terremoto, non aveva, in realtà, subito alcun danno con la conseguenza che nessun bene aziendale in esso presente poteva essere stato danneggiato; ciò contrariamente a quanto falsamente asserito nella perizia allegata alle richieste di contributo/indennizzo.

I finanzieri, a seguito di ulteriori approfondimenti investigativi, consistiti in, sopralluoghi, ricerche documentali e assunzione a S.I.T. di persone informate sui fatti, appuravano inoltre che la maggior parte dei cespiti aziendali, asseritamente danneggiati, non avevano mai fatto parte degli asset delle imprese in quanto mero frutto di false rappresentazioni e certificazioni peritali.

  • altro immobile, invece, non costituiva affatto la sede operativa di una della società oggetto di contribuzione essendo unicamente destinato ad abitazione di uno degli indagati.

L’operazione di servizio svolta testimonia che il controllo della spesa pubblica attuato dalla Guardia di Finanza, contrastando le truffe e gli sprechi, favorisce migliori e sempre maggiori servizi alla collettività.

Comando Provinciale Guardia di Finanza                                             Telefono 086234961-08623496854

Via Raffaele Paolucci, 67100 L’Aquila                                                    Fax         08623496855

autostrada riprese aeree 300113 01

Strada dei Parchi Spa: arriva il no della Cisl Peligno - Sangrina

10/03/2016

Sulmona - L'ennesimo parere contrario al progetto di Strada Dei Parchi Spa, relativo al tratto autostradale dell'A24 e dell'A25, arriva anche dalla CISL FP Territoriale Peligno-Sangrina. “Il progetto - si legge in una nota della Cisl - che prevede la riduzione dei tempi di percorrenza tra Roma e Pescara, eludendo di fatto Sulmona e Pratola Peligna, vedela nostra netta contrarietà e tutto il nostro disappunto.La realizzazione di questo progetto - continua il sindacato - decreterebbe la morte definitiva della valle Peligna, già parecchio sofferente, e arrecherebbe danno ambientale ad aree di pregio come ad esempio quella delle sorgenti del fiume Pescara”. Il piano presentato dalla società di Toto prevede la dismissione del tratto autostradale compreso tra i caselli di Pescina, Cocullo e Pratola - Sulmona, a favore della realizzazione di 7 tunnel che taglierebbero fuori tutta la Valle Peligna.

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