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avezzano

Di vecchia data è la pipì dei cani sui mastelli della raccolta differenziata, così come lo è lo sporco degli stessi animali, a spasso con i padroni, che viene puntualmente depositato sull'erba dei giardini di comoetenza e cura del Comune di Avezzano (vedi quelli di fronte al Tribunale). Le deiezioni disseminano le aiuole e, in particolare, si trovano sotto le caditoie, sotto i discendenti di scolo delle case, qualche volta sulle soglie, di fronte ai portoni. Parlando di fatti dell'ultima ora, di "new entry", alcuni "regalini di Fido" vengono adesso rinvenuti anche all'interno dei cancelli di case private. Cioé, non solo molti padroni non raccolgono le deiezioni, ma quei cani di piccola taglia che possono, pare quasi siano autorizzati a penetrare nei giardini di chi ha inferriate atte ad ospitare le piccole dimensioni di questi quattrozampe. E, per molte persone, la sgradita sorpresa è dietro l'angolo. Infatti, sono in molti a lamentarsene. Il "fenomeno deiezioni" dilaga. Lo rifacciamo presente alle Autorità di competenza.

pescara palazzo governo prefettura 110812 rep 01

Un telespettatore di Telesirio ha segnalato in redazione, come nella zona attigua al teatroMatta, fra via del Circuito e via Gran Sasso, a Pescara, vi siano aree ancora completamente abbandonate al degrado ed incuria, con latrine a cielo aperto, vagabondi e senzatetto che gravitano costantemente attorno ad uno stabile crollato. Oltre a questo, sono state segnalate colonie di ratti che proliferano nella zona.

"Coloro che hanno avuto in gestione l'area si sono preoccupati di bonificare e tenere in buono stato solo le superfici buone all'uso, il resto della zona è abbandonata a se stessa e funge riparo rabberciato per senzatetto e vagabondi e inoltre stiamo assistendo all'orribile ploriferazione dei ratti!" Così ha commentato il nostro stupito telespettatore, in preda al raccapriccio.

pescara municipio 110812 rep 03

Buone notizie per i dipendenti dell'azienda Majella – Morrone, che da ben 11 mesi sono senza stipendio e che da settimane protestano con manifestazioni a Manoppello e a Pescara.

L'assessore Sclocco infatti ha fatto sapere che la Regione ha dato mandato alla tesoreria di sbloccare circa 210 mila euro che serviranno proprio per pagare gli stipendi.

Si tratta di un'anticipazione del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali, concordato con il Governo. In questo modo verranno pagati 5 mesi di arretrati, sicuramente una boccata d'ossigeno per i lavoratori che però continuano a chiedere anche certezze per il loro futuro, considerando che l'azienda stessa per via dei tagli rischia di chiudere.

pescara mare 01

Un frigorifero in balia delle onde. Sta scatenando reazioni ironiche e di sdegno la fotografia postata dai Mimmo Grosso, esponente della marineria pescarese, che nei giorni scorsi è riuscito ad immortalare l'elettrodomestico a largo delle acque di Pescara, durante una battuta di pesca.

"In mare si pesca di tutto, anche frigoriferi . Su prenotazione scegli anche che marca desideri", ha commentato ironicamente lo stesso Grosso.

acerbo maurizio 04COMUNICATO STAMPA
Honda Atessa: cronaca di una "morte" annunciata

È notizia dei giorni scorsi che la Honda di Atessa ha rinunciato ad investire sul sito di Val di Sangro ed in più si paventa l’ipotesi di delocalizzare alcune delle già esigue attività dello stabilimento. Ma è bene ricordare che da anni allo stabilimento di Atessa non è rimasto che l’assemblaggio, dopo che è stata sostanzialmente abbandonata la produzione dei motocicli. Ora, a quanto si apprende, c’è il rischio concreto che anche l’assemblaggio dei motori venga fatto altrove.

Si tratta di un esito che noi, come Rifondazione Comunista, avevamo ampiamente previsto, tanto che già dal 2011 denunciammo che non sarebbero stati gli accordi al ribasso per i lavoratori, l’aumento della precarietà e le deroghe al Ccnl, a far ripartire le produzioni. Avevamo la sfera di cristallo per prevedere questo esito? No, avevamo parlato con i lavoratori e ci eravamo letti le carte, ed in alcuni accordi si affermava esplicitamente la previsione di una tendenza fortemente negativa dei futuri volumi produttivi.

Inutile stupirsi ora o affermare l’ovvietà che “questa non è la strada giusta”. Ripercorrendo le recenti vicende dello stabilimento, si nota chiaramente che non ha funzionato la morbidissima linea sindacale adottata quando Honda, a partire dal 2011 ha messo in serie accordi, anche in deroga al Ccnl, che hanno aumentato vertiginosamente le condizioni di precarietà dei lavoratori, con la scusa che quella strada avrebbe restituito competitività allo stabilimento.

Alla tendenza fortemente negativa del mercato delle moto, pure sottolineata negli accordi sottoscritti, si è aggiunta la chiara volontà della proprietà di produrre altrove. Ci si è forse dimenticati che quando la Honda mostrava la volontà di licenziare metà del personale ad Atessa, nel frattempo realizzava un nuovo stabilimento in Vietnam? E quindi, ora, di cosa ci si stupisce?

La vicenda della Honda ha dimostrato che non è con la precarietà ed i sacrifici dei lavoratori che si esce dalla crisi, ma garantendo loro diritti e salario propri di un lavoro almeno dignitoso, ma che di certo non verranno regalati dalla proprietà. Piuttosto, ci sarebbe da mettere in piedi strategie per ostacolare le delocalizzazioni produttive, che da anni interessano tutto l’Abruzzo. Ma nonostante gli impegni presi in campagna elettorale, il PD ed i suoi satelliti, esattamente come già fu per il centrodestra, dimostra di non essere in grado di mettere in campo politiche nemmeno per il mantenimento dei livelli occupazionali.

Da un punto di vista sindacale, speriamo, invece, che la storia di questa drammatica vicenda insegni anche la necessità di restituire ai lavoratori il protagonismo della lotta, senza la quale diritti e salario saranno sempre più ridotti.

Si invertano, allora, le disastrose politiche fin qui seguite. Visto che non si potrà mai competere con uno stabilimento vietnamita sul costo del lavoro, la strategia confindustriale e governativa di riduzione dei diritti dei lavoratori non funziona, visto che Honda ha ottenuto tutto quel che chiedeva e se ne va lo stesso. E pure la riduzione del danno da parte sindacale (non si ricorda, infatti, alcuna forma di reale mobilitazione sulla vertenza Honda, salvo rare eccezioni) funziona poco. Si apra, perciò, una vertenza forte e larga, capace di mobilitare pure i lavoratori dell’indotto anche non direttamente produttivo. Una vertenza che punti direttamente al nodo centrale: la necessità di una politica economica e industriale che non sia quella fin qui seguita di permettere alle grandi imprese di fare quel che a loro pare.

Marco Fars, segretario regionale Rifondazione Comunista

Maurizio Acerbo, segreteria nazionale Rifondazione Comunista

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