elezioni 2018

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L'Abruzzo a Fratelli d’Italia con una coalizione unita rafforzata da liste civiche: il vertice nazionale andato in scena per quattro ore a palazzo Grazioli a Roma alla presenza di Berlusconi, Salvini e Meloni, oltre a sancire una ritrovata unità del centrodestra, partorisce una inattesa ripartizione nelle quattro regioni al voto nel 2019.

Nonostante non ci sia stata l’ufficialità, è già polemica nello schieramento chiamato a presentarsi davanti agli elettori il 10 febbraio prossimo.

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Si candiderà alle prossime regionali: Antonio Di Marco (PD) si dimette da presidente della Provincia di Pescara.

C’è anche quello di Antonio Di Marco nell’elenco di nomi di amministratori che in queste ore stanno rassegnando le dimissioni per rendere possibile la propria candidatura alle elezioni regionali in Abruzzo. Il presidente della Provincia di Pescara, nel pomeriggio di oggi 15 settembre, formalizza le proprie dimissioni. In questo caso, essendo prossima la scadenza elettorale anche in Provincia, non sarà necessario alcun commissariamento.

quaresimale pietro sindaco campli

"Ho deciso di candidarmi alle prossime elezioni regionali e per tale ragione oggi, essendo l’ultimo giorno utile, ho rassegnato le mie dimissioni da sindaco di Campli".

Così il sindaco Pietro Quaresimale (sopra, nella foto).

"Questo prevede la legge per evitare problemi di incompatibilità tra la carica di sindaco e quella di consigliere regionale nel caso di Comuni con più di 5000 abitanti", spiega.

d alberto gianguido

Completo ribaltone a Teramo, rispetto al primo turno, infatti, vince il candidato del centrosinistra Gianguido D'Alberto (nella foto), che al primo turno si era fermato al 21,13% e perde il candidato del centrodestra, Giandonato Morra forte del suo 34,62%.

D'Alberto che per anni ha sostenuto, come capogruppo PD, il centrosinistra nel comune teramano ha ottenuto quasi il 52% dei consensi, a Morra un ben più modesto 48%.

A Silvi, invece va il primato del primo sindaco leghista d'Abruzzo, è Andrea Scordella (3.633 voti 55,36%), 42enne ispettore di polizia che ha prevalso su Francesco Comignani (2.929 voti, 44,64%) del centrosinistra, il sindaco che un anno fa fu costretto a lasciare l'incarico in seguito alle dimissioni di 9 consiglieri su 16.

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I seggi elettorali si sono insediati puntuali alle 16,00 di sabato 23 giugno, in vista del turno di ballottaggio di domenica 24, in 75 comuni in tutta Italia, per 3 milioni di votanti.

Le operazioni di voto dalle 7,00, fino alle 23,00, domenica 24 giugno, in Abruzzo a Teramo e Silvi (centri con più di 15 mila abitanti), dove il primo turno di due domeniche fa non è stato sufficiente ad eleggere il sindaco.

In entrambi i casi la partita è tra centrodestra e centrosinistra: a Teramo si contendono la fascia tricolore Giandonato Morra di Fratelli d'Italia, sostenuto da sei liste, e Gianguido D'Alberto, sostenuto dal Partito democratico e altre tre liste; a Silvi concorrono alla carica di sindaco Andrea Scordella della Lega, sul quale verte l'intero centrodestra e Francesco Comignani, del centrosinistra.