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    consiglio regionale emicicloL’AQUILA – Alla vigilia del Consiglio regionale dove si consumerà lo scontro nel centrodestra sulla gestione dei rifiuti, torna alla memoria la seduta del 25 novembre dell’anno scorso, quando è stato approvato un emendamento, a firma del capogruppo di FdI, Massimo Verrecchia, e della vicepresidente del Consiglio Marianna Scoccia, di Noi Moderati, che modificava la legge di settore del 2013, cancellando la parola ambiti “sub-provinciali”, lasciando solo quelli di estensione provinciale o anche interprovinciale.

Esattamente nella direzione opposta rispetto a quella intrapresa oggi dai due esponenti della maggioranza, che con il loro emendamento intendono proprio reintrodurre i sub-ambiti provinciali.

Non solo: tra i firmatari del nuovo emendamento c’è oggi anche il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, che, nell’illustrare l’emendamento del il 25 novembre scorso, ha bollato come “refuso di legge” la presenza nella norma della parola “sub-provinciali” , considerando ovvia la sua cancellazione, anche perché, aveva detto in aula, “non è che possiamo fare la provincia di Pescara a pezzi”.

Un emendamento del 2025 di un solo rigo, quello di Verrecchia e Scoccia, agganciato alla legge regionale “Adesione al premio Benedetto Croce e ulteriori disposizioni”, che ha modificato la legge regionale sui rifiuti, la 36 del 2013, approvato assieme a tutti gli altri articoli.


Con l’emendamento si aboliscono infatti le parole “e/o sub-provinciali” dal comma 2 dell’articolo 2 della legge del 2013, rispetto alla versione originaria: “Il Piano d’Ambito per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (…) delimita, ai soli fini gestionali, sub ambiti territoriali provinciali, inter-provinciali e/o sub-provinciali”.

Dopo un anno, nello stesso comma della stessa legge, Verrecchia, Scoccia e i sodali in conflitto con il presidente Marco Marsilio e con sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, anche loro di FdI, playmaker in questa partita anche all’Emiciclo come presidente dell’assemblea dell’Agir, vogliono reintrodurre i sub-ambiti provinciali, a difesa dell’autonomi delle società di gestione della Marsica, Aciam e Segen e della Valle Peligna, Cogesa, che correrebbero il rischio, con un unico ambito provinciale, di essere assorbite dall’Asm dell’Aquila, a cui si imputano pesanti debiti e scarsa qualità del servizio.

A firmare tra gli altri l’emendamento promosso da Verrecchia e Scoccia, anche il Sospiri.

Quel 25 novembre, nel dirigere i lavori d’aula, Sospiri, nello spiegare il contenuto della raffica di emendamenti piombati in aula, si è soffermato su quello di Verrecchia e Scoccia e ha ripreso il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli, che chiedeva delucidazioni.

“Ma che ci viene a fare lei alla riunione dei capigruppo? Ci abbiamo fatto una discussione comune – lo ha bacchettato Sospiri -. Cioè, lei vuole ambiti sub-provinciali, più piccoli delle province? È chiaro che si tratta di un refuso di legge, no? Non è una legge, è un errore. Non è che possiamo fare la provincia di Pescara a pezzi. Gli ambiti ottimali sono provinciali”.


L’emendamento è stato poi approvato con 16 voti favorevoli, con il centrodestra compatto, mentre ora, invece, sui sub-ambiti è spaccato in due. f.t.

Da Abruzzo Web

marsilio meloni

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parlamento 2(ANSA) – L’On. Marco Rizzo rompe gli schemi e lancia ITALIA DOMANI, il suo nuovo partito. Nato con l'ambizione dichiarata di superare le tradizionali contrapposizioni tra destra e sinistra, il progetto si propone come punto di riferimento per cittadini provenienti da esperienze politiche diverse, uniti da problemi e obiettivi comuni più che da etichette. Al centro della proposta, la difesa degli interessi degli italiani, la denuncia della distanza tra politica e cittadini, e la rivendicazione di sovranità, partecipazione e rappresentanza. Dalle prime valutazioni, ITALIA DOMANI di Marco Rizzo risulta accreditato al 3% delle intenzioni di voto, un dato che, a poche settimane dal congresso, certifica l'ingresso di Rizzo tra le forze in grado di condizionare gli equilibri politici nazionali.
A coronare il tutto arriva "L'Ultima Trincea. Pace, lavoro, famiglia, città sicure" (Frascati Anastasia Editore), il nuovo libro dell’On. Marco Rizzo che si preannuncia come uno dei casi editoriali e politici più discussi dell'anno. Costruito come un vero e proprio "glossario per l'Italia di domani", il libro è un atto d'accusa verso i poteri forti e, allo stesso tempo, fornisce le soluzioni per riportare gli interessi politici, non verso i poteri finanziari, ma verso l’interesse del singolo individuo, della famiglia e di tutti i cittadini. 
Argomento dopo argomento, problematica dopo problematica, l’On. Marco Rizzo passa al setaccio le politiche di Bruxelles, il capitalismo finanziario transnazionale e quello che definisce il "pensiero unico" delle élite globali.
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"La tecnocrazia non è una forma di governo più efficiente delle altre, ma è la sospensione della democrazia travestita da necessità oggettiva", scrive in uno dei passaggi più duri del volume, un affondo diretto contro quella che chiama "la rivoluzione delle élite".
Il libro non si limita alla polemica, ma rivendica la difesa dei salari e della sanità pubblica; invoca un taglio radicale al carico fiscale su famiglie e lavoratori, pretendendo la totale trasparenza su ogni euro di spesa pubblica per stoppare gli sprechi di Stato. Attacca il sistema del Nutriscore ("una minaccia alla salute e al Made in Italy") e i cibi sintetici; critica le politiche green accusate di deindustrializzare il Continente; denuncia l'uso dell'immigrazione come "esercito industriale di riserva" per abbassare il costo del lavoro; punta il dito contro la censura digitale dei giganti del web, definita "algocrazia"; rivendica la neutralità dell'Italia nei conflitti internazionali come scelta di pace e sovranità, e mette in guardia contro l'euro digitale, denunciato come un possibile strumento di controllo totale sulle scelte economiche dei cittadini.
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A breve ci sarà la presentazione ufficiale del suo libro, mentre il congresso di ITALIA DOMANI sarà il 3 ottobre a Roma, un appuntamento che si preannuncia uno dei più “rumorosi” della prossima stagione politica italiana.
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