Cronaca

 

AVEZZANO: I FURBETTI DEL RISTORANTE

– Non è stata una dimenticanza, ma un piano calcolato nel dettaglio, quello messo in atto da una coppia che, ha consumato un’abbondante cena in un ristorante di Avezzano per poi dileguarsi senza saldare il conto. L’episodio, denunciato con amarezza e rabbia dalla titolare del ristorante sui canali social, ha riacceso i riflettori sul fenomeno dei cosiddetti “furbetti del ristorante“. Secondo quanto ricostruito dalla testimonianza della ristoratrice, la coppia non ha badato a spese con un menù tutt’altro che frugale. Una cena che la stessa titolare definisce “ottima“, se non fosse stato per l’epilogo: con la classica scusa di uscire a fumare una sigaretta, i due si sono alzati dal tavolo e non hanno più fatto rientro nel locale.

 

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AVEZZANO: 15 IMPUTATI IN TRIBUNALE

– Prosegue nel tribunale di Avezzano, il processo che vede coinvolte 15 persone accusate di far parte di un’organizzazione dedita alla vendita di droga in diversi comuni della Marsica. L’indagine è stata condotta dalla Procura distrettuale antimafia di L’Aquila. Durante l’ultima udienza è stato ascoltato un testimone che ha fornito dettagli sulle presunte attività del gruppo. Secondo l’accusa, l’organizzazione, composta da cittadini marocchini, avrebbe operato a Luco dei Marsi, Trasacco, San Benedetto dei Marsi e Ortucchio. La prossima udienza è fissata per il 22 ottobre, quando è previsto l’ascolto dell’ultimo testimone dell’accusa e l’inizio dell’esame degli imputati.

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MONTESILVANO:GARE CLANDESTINE, TRE DENUNCE E TRE AUTO SEQUESTRATE

- La notte scorsa i Carabinieri di Montesilvano, sono intervenuti presso l’area parcheggi di Porto Allegro interrompendo una gara clandestina di auto.
Diverse infatti le segnalazioni da parte dei cittadini, pervenute alla locale Compagnia, indicando rumori e schiamazzi con competizioni tra auto e moto private, con serio pericolo per l’incolumità delle persone presenti. Tali competizioni su strade pubbliche, senza l’autorizzazione necessaria, prevedono pene che vanno da 6 mesi a 1 anno di reclusione e multe che vanno da 5mila a 20mila euro per i partecipanti, mentre gli organizzatori possono rischiare pene da 1 a 3 anni di reclusione.