Cronaca

carcere

BARETE: APPICCA INCENDIO ALLA REMS, ARRESTATO 22ENNE

– Ha appiccato il fuoco nella propria stanza con un accendino, innescando un incendio che ha rapidamente divorato i mobili presenti all’interno.
È successo ieri sera alla Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Barete, comune di poco più di 600 abitanti alle porte dell’Aquila, dove
i carabinieri dell’Aquila e della stazione di Arischia hanno arrestato in flagranza un 22enne, ricoverato presso la struttura, per il reato di “incendio
aggravato”.Decisivo l’intervento di una squadra dei Vigili del Fuoco dell’Aquila, che ha prontamente domato le fiamme e messo in sicurezza l’area
interessata dall’incendio.Dopo essere stato visitato in ospedale, l’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale Le Costarelle dell’Aquila.

CHIETI: ASSALTI A CENTRALI TELEFONICHE

- I 20 assalti alle centrali telefoniche di Fibercop in mezzo Abruzzo, portano la firma di una squadra del tutto inattesa. Le indagini dei carabinieri di
Francavilla al Mare, coordinate dalla procura di Chieti con il P.M. Giancarlo Ciani, hanno svelato una realtà ben lontana dal consueto stereotipo degli
emarginati pronti a sfidare la folgorazione nelle cabine elettriche e che, dopo il tramonto, si trasformano in ingordi predoni dell’oro rosso che mangiano
tutto ciò che è rame. A finire sotto accusa per i furti a raffica del prezioso metallo sono stati 7 addetti ai lavori, tutti residenti a Francavilla: una
guardia giurata, un manutentore, suo fratello e 4 uomini legati a un’azienda di recupero e smaltimento di rifiuti ferrosi. Il conto finale ammonta a
centinaia di migliaia di euro di danni, senza considerare i disservizi provocati.

avvocati tribunale

SULMONA: TRUFFA DA MEZZO MILIONE

- Se sia stato una vittima o un complice del riciclaggio o della truffa, lo dovrà accertare ora la procura della Repubblica di Sulmona che ha sequestrato
telefoni, computer e conti correnti ad un professionista 50enne di Sulmona, coinvolto, in un modo o nell’altro, in un’attività di riciclaggio e truffa ai
danni dei risparmiatori. L’inchiesta è partita proprio da Sulmona a seguito dei movimenti sospetti di denaro che il 50enne avrebbe fatto sul suo conto, con
due bonifici da 30 e 50mila euro su conti riconducibili a persone pregiudicate. I sequestri si sono così estesi in diverse città di Italia, per un
patrimonio immobilizzato dagli inquirenti finora di quasi mezzo milione di euro. Secondo gli inquirenti quei soldi sarebbero frutto di truffe ai danni dei
risparmiatori, spinti a fare versamenti consistenti nella prospettiva di investimenti altamente redditizi, o ancora provenienti da attività illecite di
diversa natura. Soldi che pero'in realtà, ipotizza la procura, erano finalizzati ad un complesso sistema di riciclaggio di denaro sporco, che potrebbe far
capo ad un’organizzazione criminale ben strutturata. L’allerta era stata data dagli operatori della banca, che avevano segnalato quegli inspiegabili
movimenti sul conto corrente del 50enne, non compatibili di fatto con la sua attività professionale.

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