Cronaca

caldaia riscaldamento

VILLA CELIERA: 4 GIOVANI INTOSSICATI DA MONOSSIDO

- Quattro 20enni di Roma, sono stati portati in codice rosso in ospedale a seguito di una intossicazione da monossido di carbonio.
I quattro avevano preso in affitto una casa a Villa Celiera per trascorrere insieme il weekend.
Stamattina, al risveglio, hanno iniziato ad accusare i primi sintomi di intossicazione, e qualcuno ha anche perso conoscenza.
Lanciato l’allarme, sul posto, i vigili del fuoco e il 118 intervenuto con due elicotteri, e due ambulanze.
Un 22enne e’ stato intubato e portato all’ospedale di Chieti, una ragazza di 19 anni all’Aquila,e due al momento sono al San Massimo
di Penne.
Delle indagini si stanno occupando, insieme ai vigili del fuoco, i carabinieri della compagnia di Penne.
Alla base dell'intossicazione, pare una fuoriuscita di monossido dalla caldaia.

fiumegiovenco

ACQUA CONTAMINATA A SAN VALENTINO, INFEZIONI HANNO COLPITO 10% POPOLAZIONE; INDAGINI DEI NAS

– Indagini dei Carabinieri del Nas di Pescara sulla vicenda dei molti casi di gastroenterite registrati a San Valentino in Abruzzo
Citeriore, a causa della presenza di batteri nell’acqua potabile.
I militari per la tutela della salute stanno affiancando la Asl nell’indagine epidemiologica avviata nei giorni scorsi dopo i primi casi
e stanno eseguendo accertamenti negli uffici del Comune di San Valentino, gestore dell’acquedotto dell’Orfento.
Dalle analisi eseguite dalla Asl di Pescara è emersa la presenza di batteri coliformi e del batterio termoresistente Clostridium
perfringens nell’acqua della condotta, mentre dalle coprocolture eseguite a campione sui pazienti è emersa la presenza di Escherichia
Coli Entero-Patogeno (Epec).
Le infezioni gastrointestinali hanno colpito più del 10% della popolazione.

chieti tribunale

CHIETI: SOLDI DELL'UNIVERSITA' PER GIOCARE AL CASINO'

- C’era chi usava il denaro dell’università telematica Leonardo da Vinci (Unidav) per giocare al casinò.
L’ex direttore generale dell’ateneo online di Torrevecchia Teatina, Fausto Gennuso, 68 anni, originario di Corleone (Pa), è accusato di
peculato e indebito utilizzo di carte di credito, reati entrambi continuati.
Il caso è arrivato ieri mattina davanti al giudice per l’udienza preliminare Luca De Ninis: l’indagine su Gennuso è stata riunita al
filone principale, quello sfociato due estati fa in arresti e denunce per una montagna di soldi, quasi 900mila euro, sparita dalle casse
dell’Unidav e riapparsa in Svizzera, Slovacchia, Romania e Malta.
Gennuso, che si sarebbe appropriato indebitamente di oltre 27mila euro, vuole patteggiare 1 anno e 10 mesi dopo aver restituito il
denaro.Sulla sua richiesta dovrà esprimersi il giudice.
Rischiano di finire sotto processo, invece, gli otto imputati dell’inchiesta madre: Ciro Barbato, napoletano di 71 anni, ex presidente
del cda dell’Unidav; Lorenzina Zampedri (67), altra ex componente del cda dell’ateneo telematico, manager di Riparbella in Toscana;
l’avvocato Antonio Trifone (47) di Avellino, legale e uomo di fiducia di Zampedri; Antonio Cilli (57) di Città Sant’Angelo, docente di
informatica giuridica; il figlio di quest’ultimo Fabrizio (31); Alberto Rimicci (61) di Sabaudia (Latina), ex direttore generale
dell’Unidav; Ernestino Di Febo (54) di Città Sant’Angelo, impiegato dell’ateneo telematico; e Luigi Salesi (68), imprenditore di Anzio.
Le accuse, a vario titolo, sono di peculato, riciclaggio, autoriciclaggio e abuso d’ufficio.